Pensieri su Vinicio

” Il corpo e l’anima di Vinicio sono un teatro ambulante,  dove lui arriva comincia lo spettacolo, dentro di se ha il sipario e palcoscenico,  scenografia e golfo mistico,  la sua voce come un burattino,  fa vivere parole e musiche,  l’arte di Vinicio è una pratica che non si archivia, perché vive goduriosamente la dimensione sulfurea dell’inclassificabilità,  e quando crederai di averla ingabbiata, lui ti manderà fuori pista progettando un’altra evasione.”

Prendo spunto dalla bellissimo articolo  ‘ Vita natural durante’  di Vincenzo Mollica nel libro  “Parola e Musica” per decantare un genio dello spettacolo, un rabdomate sempre alla ricerca di suoni musiche parole che lasciano immaginazione  all’ascolto creando atmosfere magiche,  sacrali,  comiche tristi,  rigeneranti,  storie che  entrano dentro,  che ti accompagnano in percorsi ancora da definire,  ‘la strada’ come luogo-non luogo in cui far scorrere il tempo,  il mondo circostante che conduce ad una condizione di estraneità,  esistenze inquiete sempre in movimento, tematiche straordinariamente intense che sottolineano capacità riflessive ritrovabili in pochissimo cantautori italiani.

” Le parole sono innanzi tutto suono.

Però il fatto che siano suono non è sufficiente (…)

Diciamo cosi, la parola è il confine sottile tra le cose che si comprendono bene e quelle che si intuiscono soltanto”

Vinicio Capossela

Be Sociable, Share!

Leave a Comment