Archive for febbraio 2011

Bardamu – Vinicio Capossela

Bardamu – Vinicio Capossela

“Suono le musiche che amo: le arie i tempi binari di marce e marcette, la polka, il rebetiko. Ricorrente in Canzoni a Manovella è l’uso degli archi, ma sono archi molto particolari , aerostatici: sembrano cariche di cavalleria, leggeri e d’attacco. Tommaso Vittoriani li ha arrangiati alludendo a quadri e altre suggestioni visive.” “Alla fine il risultato sarà quello di un’orchestra che funzionerà come se fosse l’ingranaggio di un organo da fiera.” E’ il caso di Bardamu traccia numero uno del disco “Canzoni a Manovella” […]



Canzoni a Manovella – Vinicio Capossela

Canzoni a Manovella – Vinicio Capossela

Le Canzoni a Manovella che noi abbiamo provveduto ad inventare sono canzoni immaginarie. Per rappresentarle occorre che, dietro al sipario a soffietto ascenzionale si sia provveduta la strumentazione necessaria: grancasse sinfoniche, piani chiodati e a rullo, trombe a grammofono, chitarre, onde Martinot, ululatori o stropicciatori a valvola, orchestrioni corni da caccia, violini tromba, turbanti, cilindri, sollevatori bulgari e aerostatici. E’ un disco questo di cose che vengono dal profondo. Che affiorano a galla in scafandro e cilindro. E’ un fabbricato con mezzi espressivi più leggeri […]



Prenderò d’anticipo il mattino

Prenderò d’anticipo il mattino

Pulito come un solitario mi scrollerò di dosso l’obbedienza mi brucerò da dosso la rinuncia, la brucerò come un’efilide nell’acido della mia insonnia. Sarò solo nervo e niente grasso lucido come una notte insonne scintillante come una moneta nella benzina scaltro come un affamato suderò di eccitazione veloce come un voltafaccia disobbediente come un evaso leggero come un salasso tagliente come un addio nervoso come una rapina avrò la febbre addosso colerò impaziente come grasso nel cielo della benzina mi metterò nelle mie mani giocherò […]



Così ho iniziato – Vinicio Capossela

Così ho iniziato – Vinicio Capossela

Molte canzoni possono accompagnare la nostra vita, ma solo poche obbligano ad accerdersi una sigaretta, a tirarla a lungo, come a soffocare un taglio con un’altra lama, e riempire cosi un vuoto nel petto. Quella è la musica di cui voglio occuparmi. La musica che, nella sua bellezza, non fa stare tranquilli. Chiede qualcosa di più alla vita, apre nell’anima un senso di incompiutezza, come se la vita non fosse abbastanza, come se le fosse sfuggito l’essenziale. Fa intravedere qualcosa che si desidera al punto […]