When the Ship Comes In – Bob Dylan

Bob DylanLa canzone sembra essere stata ispirata a Dylan da una canzone dall’ “Opera da tre soldi” di Bertolt Brecht, “Lied der Seeräuber-Jenny”, in italiano “Jenny dei Pirati”.

Afferma Suze Rotolo, uno dei primi amori di Bob Dylan (nonché la ragazza che con lui appare sulla copertina di “The Freewhelin’ Bob Dylan”):

“Il mio interesse per Brecht costituì certamente un’influenza per Bob. Stavo lavorando per il Circle in the Square Theatre, ed egli veniva a sentire tutte le nostre rappresentazioni. Rimase molto colpito dalla canzone per la quale è divenuta famosa Lotte Lenya, Jenny dei Pirati”.

When the ship comes in (Quando la nave attraccherà) è una canzone molto poco conosciuta dal pubblico italiano, nonostante sia una delle più significative e belle creazioni dell’autore nel suo primo periodo, quello del folk e della contestazione, quando era visto alla stregua di un messia.

Fu pubblicata nel 1964 nell’album The Times They Are A-Changin’, nel quale risalta per il ritmo vivace in mezzo ad altre composizioni più cupe e monotone.

La parte musicale è molto semplice, basata su un giro circolare di chitarra acustica su cui si inserisce la voce, e intermezzi di armonica; il testo ricco di rime interne e allitterazioni accentua la musicalità del tutto. Il canto è profetico, nasale e appassionato: fin dal primo verso (The time will come up/when the wind will stop, Il tempo giungerà / quando il vento si fermerà) assume il tono solenne di chi annuncia la fine (o l’inizio) del mondo.

Il tema non è nuovo, ma svolto con vena esemplare: una metaforica nave viaggia in mezzo a mille insidie, diretta verso un fantasmagorico porto al quale attraccherà nell’ora in cui i “nemici” saranno sconfitti. Da notare l’uso della specifica parola “nemici”: a quel tempo Dylan aveva una certa propensione a dividere il mondo fra ciò che riteneva buono e ciò che riteneva cattivo, fra “nemici” e “amici” a suo insindacabile giudizio, come ammetterà più tardi in My Back Pages (I screamed/lies that life is black and white, gridavo bugie che la vita è bianca e nera).

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Il testo si dipana fra descrizioni della natura giubilante (the fishes will laugh /as they swim out of the path, e i pesci rideranno/quando nuoteranno fuori dalla scia) e impennate metaforiche (the chains of the sea/ will have busted in the night, le catene del mare/saranno spezzate nella notte), per giungere alle ultime strofe, dove si descrive il risveglio improvviso dei nemici, che si sforzano in tutti i modi di “fare fronte alle domande” incalzanti, senza potere nulla contro l’umanità scatenata loro contro (and like pharao’s tribe/they’ll be drowned in the tide/and like goliath they’ll be conquered, e come le armate del faraone/saranno annegati nella marea/e come Golia saranno sconfitti, è il verso conclusivo).

In una semplice canzone di due minuti e mezzo Dylan riesce a condensare il secolare tema romantico dell’uomo in lotta con un nemico enormemente più forte e la stessa lotta per i diritti civili in America, che in quegli anni viveva una fase cruciale – è facile riconoscere nei “nemici” che dicono “Faremo fronte alle vostre domande” leader politici o personaggi di rilievo desiderosi di difendersi presso l’opinione pubblica – entrambe inserite in un ottica biblica di ineluttabilità e di certezza di vittoria, riscontrabile sia nelle citazioni dirette delle armate del faraone e di Davide e Golia sia e soprattutto nel tono solenne della voce; Dylan non invoca né spera, semplicemente racconta ciò che accadrà quando la nave attraccherà, senza lasciar trasparire dubbi sul dovuto e voluto trionfo.

In questo senso un modello plausibile può essere quella We shall overcome cantata dal compagno di folk Pete Seeger, anch’essa granitica nella fede in un futuro successo.

Fonti: Wikipedia, www.antiwarsongs.org

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