Il Bar – Elogio del mal di Testa

Il Bar

C’è chi beve e si vanta della propria ubriachezza.

C’è chi si ubriaca e si vergogna dei propri sentimenti.

C’è chi osserva tutto questo e lo sopporto solo bevendo.

Un bicchiere è un’arma micidiale quando lo appoggi vicino al cuore.

La vita va corretta..va corretta..

E’ cosi difficile berla liscia.

Il Bar non ti regala ricordi ma i ricordi ti portano sempre Al Bar.

Vincenzo Costantino Cinaski


Elogio del mal di Testa

E’ perchè mi piace svegliarmi col mal di testa
Rintronato,
come la febbre addosso
con le ossa come se mi si fosse passato un camion sopra
marcito nel letto, impastato di sogni
e rumori che ci entrano dentro.

Mi piace essere intossicato
avere le due lineette di febbre
e sempre un poco sudaticcio
col buco nello stomaco
digiuno
e restarci
e bermene un altro per fare passare tutto.

L’aria pulita,
l’aria sana, mi fa pensare solo a delle stronzate
alle bollette, alla spesa, agli agenti immobiliari.

Mi mette l’adrenalina l’attività.

Mi fa cercare impegni,
e mi porta a trovarmi per strade
a prendere treni,
a fare telefonate
ad essere cortese, tollerante e colpevole.

A perdere tempo
impiegandolo.

Ma quando me lo curo per bene il mio mal di testa
è molto più difficile che porti le mie ossa in giro.

Non mi si trova mica a me.

Il telefono lo stacco
e mantengo la posizione.

Nella penombra della stanza chiusa.

Allora si che i pensieri mi iniziano a venire
uno alla volta
affiorano, gorgogliano visioni.

L’intimità!
Pensieri in intimità,
da non volere più smettere.

E così mi lascio stare.
Divento riservato e cattivo,
brutto e sincero.

Ah si! Il dopo è anche meglio della sbornia.
Fa terra bruciata intorno
e le sterpaglie
sono sempre quelle che bruciano meglio

Vinicio Capossela

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