Il Pugile Sentimentale

Il Pugile Sentimentale

“Sono il più forte. il piu’ forte. Un pezzo di un mio idolo della gioventù. Jake La Motta. che io preferisco quasi più come intrattenitore che come pugile”.

Il cortocircuito è totale. Totale e irreversibile, chiudendo due storie assai diverse ad anello: quella di Jake La Motta – che al termine di Toro Scatenato pronuncia proprio la fra di cui sopra – e quella del protagonista del brano di Vladimir Vysotskij?

Prima di scoprire se abbiamo ragione, cè ancora una domanda a cui rispondere: perchè Capossela ama tanto questo brano e come mai lo associa alle peripezie di La Motta versione Scorsese? Semplice: perchè il film e la canzone, entrambi, ci scaraventano dentro il ring a prendere i pugni col pugile. Ci scaraventano dentro quel quadrato, proprio fisicamente.

Come il pugile sentimentale insegna.

Con il pugile sentimentale siamo noi i cazzottati dal Krasnodar di turno, e ci tocca correre e abbassarci alla svelta, se non vogliamo coprire il naso prima che sia troppo tardi, quando il terribile Boris ce l’avrà ridotto a fricassea lasciandocelo coperto di sangue.

Il pezzo in questione nasce dalla penna di Vladimir Vysotskij nell’anno 1966 e nasce su commissione.

Più nello specifico, gliel’ha chiesto un amico regista televisivo: Epifancev.

Il personaggio della serie è un mezzofondista sfigato, un atleta che corre e corre e corre e ci fa una figura barbina alla fine della corsa. Allora si decide e molla il mezzofondo. E con la rabbia in corpo sale sul ring.

Eccolo. E’ nato. E’ lui il pugile sentimentale.

Due cose non devono sfuggire nella traduzione di Sergio Secondiano Sacchi. La prima è una vistosa variazione, se confrontiamo questi versi (adottati da Capossela) con quelli dell’originale.

Chi sono rispettivamente, nei due ritagli di immagini e parole, i bestioni che nel quadrato partono all’assalto? Boris Butkeev, per i russi. Blek Macigno, per noi gente d’Italia.(come mai? misteri di traduttori e traduttori aleggiano su pugile più sfigato di tutte le russie).

Blek Macigno è personaggio che, come i santi più in voga, ha evidentemente il dono dell’ubiquità e che in questo caso ha sapor  di fumetto.

Vladimir Vysotsky

Dopo il successo di Capitan Miki, la EsseGesse di Torino diede infatti inizio alla saga del grande Blek: noto ai più, nel 1954, come Blek Macigno. Simili a quelle del comandante Mark, le avventure di Blek Macigno son ambientate durante gli anni della Grande guerra d’Indipendenza Americana, quando molti trapper si battevano contro le giubbe rosse inglesi di re Giorgio III.

Blek Macigno è un tipo alto e muscoloso, biondo e dalla forza di un Ercole. Nun un Golia, più certamente un Davide.

E perciò poco simpatico ai due, Vladimir e Vinicio. Uno, Blek Macigno, che comunque al pugilato – specie quello fuori dal ring – c’è abituato: le prende (qualche volta) e le dà (sopratutto). E ad averne la peggio sono loro, quei poveri fessi che nelle strisce del fumetto vengono ridotti in poltiglia dell’invincibile Blek, pronto a denigrarli chiamandoli “gamberi rossi”(ossia gli sfortunati soldati inglesi della corona).

Pesnja O Sentimental’nom Boksere e Il Pugile Sentimentale – la canzone russa e la canzone tradotta dal russo – conservano però una frase comune.

Potrebbero cambiare tutto, nei versi che narrano la storia di Boris e del pugile sentimentale. Tutto tranne una cosa:

 

Al Sette ancora striscio

[…]

Mi alzo, tengo e sguscio

Guadagno qualche punto

Non è che io lo faccia

Perchè ho in testa qualche piano

Ma non so dar pugni in faccia

Da quando ero bambino

E Blek Macigno pensa

(e mi frantuma la masciella)

Che la vita è proprio bella

Si, è proprio una beltà.

 

In russo, questi due ultimi versi suonano così: “I zhit’horomo, i zhizn’horomo”. Tradotto: “Vivere è bello, la vita è bella!”

Il distico aveva fatto incavolare la censura russa ai tempi, perchè quella che sembrava una canzonetta sul pugile sfigato diventava a un tratto una metafora più vasta e importante: l’opposizione al regime comunista sovietico.

Le narrazioni per metafora piacciono molto a Vinicio e infatti la frase di Vysotskij riprende e fa infine il verso a Bene! del poeta Vladimir Majakovskij. Verso che tradotto recitava: “La vita è bella, la vita è più felice”. Verso divenuto, durante lo stanilismo, uno degli slogan più diffusi in Unione Sovietica. All’epoca lo potevi leggere sui quotidiani di regime, sui muri delle case, nonchè nelle menti preoccupate degli ortodossi tovarish.

Una canzone di opposizione, dunque, e acutamente simmetrica ad una certa storia d’Italia Contemporanea.

Ed ecco che quasi è scoccata. L’ora del satiro, quella che non rimani più a lungo vergine nel suo talamo…

Sia come sia, per scrutare da ogni punto di vista possibile il nostro pugile sentimentale, va detto che esiste una seconda idea che anima questa canzone. Un’idea che Capossela, sempre più dalla parte di chi sta dalla parte di sotto, fa a suo istinto.

L’idea di un pugile-Spessotto che non sa “dar pugni in faccia da quando era bambino”. Geniale.

Come genialmente, a suon di paradosso, su chiude la vicenda del pugile inetto:

[…] “Mi scassa e se la spassa

Con la mia incapacità

La Box non è una rissa

Ma sport e bla bla bla

[…]

E mi alzano la mano

Che non ha mai picchiato

La vita è proprio okay”

Lui dice, e pensa un pò

“Sarò okappa per qualcuno

Per altri e kappaò”.

 

I pugni li schiva, il Pugile Sentimentale, ma più che battersi lui batte in ritirata. Sta perdendo?? Sta vincendo?? E fu cosi che la  Russia di Brenev, in quel 1966, cadde al tappeto: Kappaò.

Ma se Capossela avesse bisogno di una maschera, una nuova maschera sotto cui celarsi, e non la volesse che mena cazzotti, ma solo sentimentale? Allora che dovrebbe fare Vinicio nostro? Dovrebbe migrare, come suo solito, nella suo patria di compari italo-americani amici suoi.

Allacciate le cinture di sicurezza. Si parte…si torna in America!!

 

Dal Libro “il ballo di San Vinicio Capossela” Massimo Padalino

 

 

 

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One Comment to “Il Pugile Sentimentale”

  1. Daniela ha detto:

    Ciao Vinicio!!! iil concetto di ieri a Collegno r’ stato un incanto!!! ho cantato e ballato per tutto il concerto..stregata dal tuo talento!!! vorrei tanto conodcerti…anche mia mamma che e’ lucana e’ una tua fan!!! ti abbraccio e spero di avere tue notizie!!!..l’ eccelso della musica sei tu per me…Daniela di Torino

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