Posts Tagged ‘ vinicio ’

Il Pugile Sentimentale

Il Pugile Sentimentale

“Sono il più forte. il piu’ forte. Un pezzo di un mio idolo della gioventù. Jake La Motta. che io preferisco quasi più come intrattenitore che come pugile”. Il cortocircuito è totale. Totale e irreversibile, chiudendo due storie assai diverse ad anello: quella di Jake La Motta – che al termine di Toro Scatenato pronuncia proprio la fra di cui sopra – e quella del protagonista del brano di Vladimir Vysotskij? Prima di scoprire se abbiamo ragione, cè ancora una domanda a cui rispondere: perchè […]



Morna

Morna

Tema centrale delle melodie e dei testi delle composizioni capoverdiani è la sodade, termini indicante malinconia, nostalgia, rimpianto, desiderio; il corrispettivo di sodade indica lo stesso mix di sentimenti, ma si riferisce in modo specifico al Portogallo e al Brasile. Sentimenti figli dei tanti patimenti provati dagli schiavi, che in questo angolo del mondo abbandonavano per sempre l’Africa per raggiungere le piantagioni delle isole Azzorre, dell’isola di Madeira, del Portogallo, e subito dopo i campi di lavoro americani, preparandosi a una vita di soprusi e […]



Le Musiche dell’Assenza

Le Musiche dell’Assenza

Molte canzoni possono accompagnare la nostra vita, ma solo poche obbligano ad accendersi una sigaretta, e tirarla a lungo, come a lenire il taglio di una lama con un’altra. Soffocare il petto, avvelenarlo per riempire il vuoto. E’ la musica dell’assenza. La musica che, nella sua bellezza, non fa stare tranquilli. Chiede qualcosa di più alla vita, apre nell’anima un senso di incompiutezza, come se la vita non fossa stata abbastanza, come se le fosse sfuggito l’essenziale. Fa intravedere qualcosa che si desidera, al punto […]



Io e Nuttless – Vinicio Capossela

Io e Nuttless – Vinicio Capossela

Nuttless era più grosso di me, ma s’imbriacava meglio di me. Era il più tecnico. Sapeva dove andarlo a comprare, per esempio. Io stavo già solo come un disperato, in una stanza che era stata l’ambulatorio di un medico di campagna. Adesso però di medicina non se ne praticava più. Il paziente ero io dentro ci stavo soltanto con una branda e un frigorifero. Nuttless mi veniva a trovare, si fermava la domenica..allora compravamo le confezioni da 24 lattine. Birra Forst, ai magazzini all’ingrosso, e […]



Prenderò d’anticipo il mattino

Prenderò d’anticipo il mattino

Pulito come un solitario mi scrollerò di dosso l’obbedienza mi brucerò da dosso la rinuncia, la brucerò come un’efilide nell’acido della mia insonnia. Sarò solo nervo e niente grasso lucido come una notte insonne scintillante come una moneta nella benzina scaltro come un affamato suderò di eccitazione veloce come un voltafaccia disobbediente come un evaso leggero come un salasso tagliente come un addio nervoso come una rapina avrò la febbre addosso colerò impaziente come grasso nel cielo della benzina mi metterò nelle mie mani giocherò […]



Ultimo Amore – Vinicio Capossela

Ultimo Amore – Vinicio Capossela

“Ultimo Amore” è una vicenda con una matrice letteraria, una ballad inventata sulla storia di un amore tragico (finito con il suicidio) che pero ha riferimenti diretti a storie direttamente vissute da Vinicio : “Almeno che io sappia”, si affretta a rimarcare l’amico Franco Bassi. I versi della canzone parlano di un treno che è “un lampo infuocato” e che viene visto arrivare in velocità..è un attimo : lei non c’è più e “Le poteron riconoscere soltanto / dagli anelli bagnati dal suo pianto”. Quel […]



Suona Rosamunda

Che strana storia quella canzone! Si intitolava Modranska Polka prima di intitolarsi Rosamunda. E dopo essersi intitolata Mondranska Polka e prima di intitolarsi Rosamunda ebbe anche un altro nome: “koda Làsky“. Se l’era inventata Jaromir Vejvoda, un cecoslovacco, che però ne aveva scritto soltanto la musica. Tempo dopo spuntò fuori un altro cecoslovacco, Vatek Zeman, per le parole: ma solo nel 1934, ben 7 anni dopo che Jaromir aveva fatto la sua parte. Solo qualche anno piu tardi quella canzone diventò famosa in America e […]



“Il Gigante e il Mago. Una Fiaba Dell’Inverno”

Prologo: un bambino in una stanza e i suoi due compagni immaginari, il Gigante e il Mago, che iniziano a raccontargli la storia di Gelo, il “Nonno Inverno”, il “Ded Moroz”. Il Ded Moroz è un essere della Natura, una specie di Babbo Natale del bosco, una figura positiva che si occupa di donare l’inverno e renderlo splendido a mezzo del gelo. Ha dei pupazzi giocattoli che porta in dono, e ha un nemico, il Lupo Grigio, che sabota i suoi viaggi praticando buchi nel […]



Non c’è niente da comprendere (Mr Pall)

Non c’è niente da comprendere (Mr Pall)

La paura. La paura di comprendere che non c’è niente da comprendere La paura che diventa euforia e ti da forza, il tuo stato di grazia L’asfalto che scorre come una suola consumata Le impronte del destino si confondono con quella della fortuna E lo stomaco incassa i colpi dei ricordi. La musica che ascolti ti parla di fuoco e di pioggia Fuoco e pioggia e ti appoggi all’uomo che eri mentre tutti aspettano l’uomo che sarai e solo la paura che ti dà il […]



Pensieri su Vinicio

Pensieri su Vinicio

” Il corpo e l’anima di Vinicio sono un teatro ambulante,  dove lui arriva comincia lo spettacolo, dentro di se ha il sipario e palcoscenico,  scenografia e golfo mistico,  la sua voce come un burattino,  fa vivere parole e musiche,  l’arte di Vinicio è una pratica che non si archivia, perché vive goduriosamente la dimensione sulfurea dell’inclassificabilità,  e quando crederai di averla ingabbiata, lui ti manderà fuori pista progettando un’altra evasione.” Prendo spunto dalla bellissimo articolo  ‘ Vita natural durante’  di Vincenzo Mollica nel libro  […]